Con il Regolamento 2017/852 la Comunità Europea ha abrogato il precedente Regolamento 1102/2008,prendendo una posizione ancora più netta e severa in merito all’uso e al commercio dei prodotti con aggiunta di mercurio al fine di assicurare un elevato livello di protezione della salute umana e dell’ambiente.

La normativa europea – partendo dalla considerazione che il mercurio rappresenta una minaccia grave e globale per la salute – si preoccupa, in particolare, di disciplinare espressamente l’uso del mercurio nell’amalgama dentale, in quanto rappresenta “il più importante uso del mercurio nell’Unione e costituisce una notevole fonte di inquinamento”. L’obiettivo del legislatore europeo – dunque – è dichiaratamente quello di eliminare gradualmente l’utilizzo dell’amalgama dentale, e per perseguire tale scopo ha incaricato gli Stati membri di definire – entro il 1°luglio 2019 – un piano nazionale nel quale prevedere le misure che intendono adottare per procedere a tale eliminazione.

A prescindere da tali futuri “piani nazionali”, il legislatore comunitario ha introdotto – con l’’articolo 10 del presente Regolamento – una serie di obblighi (gravanti sugli odontoiatri e i loro collaboratori) che decorreranno dal 1°gennaio 2019:

  • l’amalgama dentale può essere usata solo in forma incapsulata pre-dosata. L’uso del mercurio in forma libera da parte dei dentisti è vietato;
  • gli operatori degli studi odontoiatrici che utilizzano l’amalgama dentale o rimuovono otturazioni contenenti amalgama dentale ovvero denti con tali otturazioni, devono garantire che il proprio studio sia dotato di separatori di amalgama per trattenere e raccogliere le particelle di amalgama, incluse quelle contenute nell’acqua usata.

E’ stato inoltre stabilito che, a partire dallo scorso 1°Luglio, “l’amalgama dentale non può essere utilizzata per le cure dei denti decidui, le cure dentarie dei minori di età inferiore a 15 anni e delle donne in stato di gravidanza o in periodo di allattamento, tranne nei casi in cui il dentista lo ritenga strettamente necessario per esigenze mediche specifiche del paziente” e che i separatori di amalgama messi in servizio a decorrere dal 1°gennaio 2018 devono assicurare “un livello di ritenzione delle particelle di amalgama pari almeno al 95 %”. I separatori di amalgama, in particolare, devono poi essere soggetti alla manutenzione conformemente alle istruzioni del fabbricante, proprio per garantire il più elevato livello di ritenzione praticabile, e la loro conformità deve essere basata sulle norme pertinenti, come la norma europea EN ISO 11143:2008.

Quanto infine allo smaltimento dei rifiuti di amalgama – compresi i residui, le particelle e le otturazionidi amalgama nonché i denti, o loro parti, contaminati con amalgama dentale – la nuova normativa impone che questi siano gestiti e raccolti da una struttura o da un’impresa per la gestione dei rifiuti tossici speciali autorizzata.